INTERVISTA COL VAMPIRO- OLD RECENSIONE

Non si può proprio dire che questo sia un film uscito l’altro ieri e infatti è inserito in quel gruppo di film che sto cercando di recuperare, tra cui c’è anche il Padrino di cui ancora ho visto solo il primo capitolo, quindi trascorrerà un po’ di tempo prima che vi proponga la mia opinione.

Manco a dirlo ( specialmente per gli amici di The Vampire Diaries) Intervista col Vampiro è un film del 1994 diretto da Neil Jordan e tratto dal romanzo di Anne Rice. 

Solitamente quando vedo questo genere di old movie è perchè me li sono andata a ripescare o in DVD veduti a buon mercato o su qualche bel streaming e invece questa volta ho potuto ammirare la pellicola sul mio schermo gigante perchè Premium l’ha trasmesso su Studio Universal che se ancora non avete mai considerato vi consiglio di ricredervi, perchè ho visto anche altri film ed è un ottimo canale per avere una conoscenza della storia del cinema basica.

Questo film pullula di volti noti della grande Hollywood basti dire che il protagonista è Brad Pitt e nel cast compaiono una pre adolescente Kirsten Dunst, Tom Cruise e il nostro amato mugnaio Antonio Banderas.

Non vi starò a ridire la trama che in pratica prendendo spunto dalla cornice dell’intervista ripercorre tutta la vita di Louis de Pointe du Lac e di tutte le vicende che lo portano prima a ritrovarsi vampiro e poi a scoprire che in lui ancora c’è uno scampolo di umanità, perchè stiamo parlando di un film molto famoso e stra conosciuto.

Invece passiamo alle mie considerazioni.

Allora ho trovato questo film bellissimo, le ambientazioni e le atmosfera calzavano a pennello con il tema vampiresco. Avevo sentito parlare di questo film, ma non pensavo che potesse avere un sentimento cupo così spiccato. La recitazione dei personaggi egregia e il contrasto tra l’immagine odierna e quella passata da un certo risalto a quel mancato sfiorire che una vita da vampiro avrebbe dato loro.

Personaggio preferito in assoluto Claudia che rappresenta un abominio per il mondo delle tenebre, imprigionata in un corpo da bambina è stata privata del piacere della crescita ed è simbolo vagante di quanto il male dilaghi anche nella purezza dell’infanzia.

Il finale aperto che differisce dal finale del romanzo è un momento epocale della storia del film e la colonna sonora dei Rolling Stone, Symphaty for the Devil è impressa nella memoria anche dei più giovani come me.

Corrette a vederlo se non l’avete già fatto.

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