Un fantastico via e vai – Recensione

download (2)Anno nuovo e si riprende a recensire!! E si perchè le buone abitudini quelle non bisogna abbandonarle mica. Molta carne sul fuoco molti film e libri da proporvi e da massacrare anche oggi come nei prossimi giorni, ogni mattina un nuovo articolo. Per partire alla grande iniziamo con un film di un grande del cinema italiano ovvero Leonardo Pieraccioni e il suo “Fantastico via e vai”.La trama è quella tipica della commedia all’italiana:  un ultra quarantenne schiavo della routine familiare per un banale pretesto viene cacciato via di casa dalla moglie e per questo si trova a cercare una stanza dove stare. Il caso lo conduce in un appartamento con altri quattro giovani studenti universitari: Anna romana con padre fiorentino (speravo che la madre fosse di Roma) interpretato da Ceccherini , presenza immancabile nei film di Pieraccioni; Marco studente di medicina con la fobia del sangue; Edoardo ragazzo di colore fidanzato con Clelia ,il cui padre è un rinomato razzista oltre che imprenditore; Camilla ragazza catanese sfuggita dalla sua terra e con un segreto da difendere. A condire il tutto di ironia i due amici e colleghi del protagonista, Arnaldo, che è interpretato dallo stesso Pieraccioni.

Non vi svelo come sempre il finale, perchè penso che vorrete scoprirlo da voi, ma mi soffermo un po’ sul film in sé.

Allora partiamo da questo genere che ormai sembra essere l’unico genere producibile in Italia, sto parlando della commedia. La commedia, non mi stancherò mai di ripeterlo,  non deve sempre far ridere;  con questo termine si indica un’opera che ha una conclusione positiva della vicenda.

Purtroppo l’esclusiva, si può proprio usare questo termine, produzione di commedia ci mette a confronto  sempre con  lo stesso modello e con lo stesso schema che veramente mi rende impossibile godere della vicenda, in quanto mi sento annoiata per tutto il corso della pellicola.

Inoltre in questo caso non siamo davanti neanche al più brillante Pieraccioni di sempre. Si vede che è una commedia che dovrebbe parlare di universitari, ma che  è raccontata da qualcuno che l’università del 2013 non la conosce più. Ogni volta che si tocca il tasto esami o studio si ha la stessa sensazione di parlare con uno studente impreparato che  farfuglia.

Per quanto riguarda l’uomo in crisi di mezza età è uno stereotipo così tanto utilizzato che la caduta nel banale era inevitabile, anche se la bontà di fondo che ha il personaggio di Arnaldo sembra elevarlo leggermente sopra l’amara delusione.

Il cast è senza dubbio la cosa più notevole partiamo da Serena Autieri che interpreta la moglie e arriviamo alla comparsa di Enzo Iacchetti tutti nomi autorevoli e devo dire certezze da un punto interpretativo.

Se penso a Panariello, interpreta il padre razzista, fa rivivere nel suo personaggio gli stereotipi dell’italiano medio che portava in scena in quei ormai lontani sabato sera di varietà RAI.

Nota negativa nel cast per i giovani interpreti.  Se salvo l’interpretazione di Marianna Di Martino e David Sef, boccio sia quella di Chiara Mastalli, che ricade sempre nelle sue solite interpretazioni e in personaggi mono-espressivi  , sia quella di Giuseppe Maggio, che sinceramente pensavo che dopo quella insulsa pellicola ( e si chiedo scusa per tutti quelli che sognano di fare film) di “Amore 14” avrei sperato non vedere mai più al cinema. Personaggio secondario su cui voglio spendere due parole è Alice Bellagamba, conosciuta per il suo ruolo di allieva BALLERINA di Amici, che da quando è uscita dalla scuola si è dedicata alla recitazione; mi ricordo i commenti non del tutto gentili di Alessandra Celentano sulla sua possibilità di ballerina date le non spiccate doti fisica della Bellagamba, devo dirlo cara Celentano meglio vederla ballare che recitare, perchè veramente la trovo molto elementare in ogni performance dove ha preso parte, e in un cast dove un Marco Marzocca con un ruolo di secondo piano donna spicco al suo personaggio, le sue carenze sono ancora più evidenti. Si vede che sta recitando, si vede che è finta.

Il film è bocciato per me. Una banale pellicola all’italiana per l’italiano medio. Se doveste trovarvela sulla RAI ( visto che è di produzione RAI Cinema) tra qualche mese e non avete niente da fare uno sguardo lo darei, ma se un vostro amico vi chiama per una birretta in centro non esiterei a spegnere il televisore.

Ritorno in stile dark lady con la mia recensione. Aspetto come sempre di sapere la vostra.

Vi abbraccio.

Caterina

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