Capitolo 1

CAPITOLO I

Non è facile ambientarsi in un luogo che sembra fuori dal mondo, non è facile farlo quando ci sei nato e cresciuto figuriamoci quando lo scorso anno l’hai trascorso sorseggiando cappuccini o black coffee a Boston. Eppure avevo scelto io di lasciarmi dietro le spalle quella vita fantastica sulla carta, ma fatta di profonda solitudine e spazi immensi.

Mia madre era una donna da carriera, non era nata per essere madre, lei era nata per essere la persona più brillante in ufficio; la donna che riesce a risolvere la situazione nei momenti di panico generale e che riesce a piazzare un’opera d’arte a prezzi esorbitanti. Era brillante nel suo lavoro, magistralmente adatta alle spietate logiche di mercato eppure con quel savoir faire che eludeva il più esperto imprenditore.

Tanta bravura nell’ambito lavorativo non era ricompensata nel tessuto familiare. Mio padre l’aveva abbandonata, come diceva sempre lei – abbandonata – quando io avevo solamente sei anni stanco di essere la seconda scelta o anche la terza dopo la mia nascita.

Io lo vedo sporadicamente negli ultimi anni. Le sue visite a scadenza mensile avevano smesso di essere regolari da quando avevo 14, in realtà erano passati solo 5 anni, ma a me sembrava di non conoscerlo più, o almeno che lui non conoscesse più me.

A 19 anni pensi che le cose sarebbero dovute andare diversamente o in realtà non ci pensi neanche. Tutti i miei amici li avevo lasciati a Firenze e io, seppur ero ritornato in Italia, avevo “deciso” di cambiare aria trasferendomi da mia nonna in Sicilia.

Quando vedi le immagini della Sicilia pensi alle lunghe giornate al mare, al sole e al buon mangiare, ma non mi avevano detto che il mare da certi paesi dista un’ora.

Un’ora non è molto, un’ora non è niente in confronto a tutto il tempo perso davanti a videogiochi o davanti ai libri  eppure quell’ora, quando devi decidere di percorrere da solo l’autostrada in una regione che non è la tua, è più lunga di mille inverni.

Al mare in Sicilia non vado mai ormai.

L’anno a Boston mi era costato così tanto, avevo perso fiducia nell’essere madre della donna che mi aveva cresciuto da sola da sempre, avevo perso anche l’anno scolastico. Non puoi trasferirti in America e pensare di andare a scuola, non almeno il primo anno che ti trasferisci.

Avevo giurato a mia madre che dopo il primo anno passato ad imparare la lingua avrei finito i miei studi e sarei andato in un qualche college delle vicinanze, qualcosa di modesto, ma che mi desse una qualifica; invece appena preso il diplomino alla scuola di lingua, frequentata per occupare le lunghe giornate di silenzio, avevo implorato mia madre di tornare in Italia.

La sua riluttanza era stata tale da essere tra le risate e una certa espressione di rabbia.

“ C’è chi sogna questa opportunità da sempre, i ragazzi scappano via dal nostro Paese e tu vuoi tornare? Io non capisco faccio tanto per te, ma sembra che tu non apprezzi nulla”- cinguettava senza neanche degnarmi di uno sguardo.

“Non è il mio posto,  mi sento sbagliato, inadeguato … solo. Non so come spiegartelo, ma ho un disperato bisogno che tu mi faccia ritornare a Firenze. Potrei andare da papà se non vuoi che viva da solo”

“Firenze? Papà? Quell’uomo ti ha abbandonato ancora prima che finissi la scuola materna e adesso vuoi andare a vivere con lui? Da solo non è un’opzione. Se  il tuo desiderio è così forte potremmo chiedere alla nonna di ospitarti.”

“In Sicilia?” – dissi con un sguardo di sdegno .

“In Sicilia” – ribadì mia madre.

“ Ma non conosco nessuno, qualche estate nella casa a mare della nonna non vuol dire che io sappia ambientarmi”.

“Hai 18 anni sarebbe drammatico se non ci riuscissi, conoscendo la lingua saprai farti nuovi amici.”

Non aveva accettato nessun altro tipo di compromesso. Inutile parlare con Pierluigi, mio amico d’infanzia, per chiedergli ospitalità, inutile farla parlare con papà,  se fossi voluto tornare in Italia l’unica soluzione era trasferirmi da mia nonna.

Poco male mi dissi, sarebbe stato un anno solo e poi le avrei chiesto di proseguire gli studi magari a Roma o a Pisa e sarei tornato alla mia vecchia routine, sarei tornato dai miei vecchi amici. Era passato un anno a Boston nella solitudine di quella casa dalle mura di vetro, sarebbe volato un anno nella terra dove il sole non smette mai di riscaldare gli animi.

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