Studiare, studiare, studiare

Sto studiando miei cari amici e non sto studiando una materia da ridersela io sto studiando Lingua e letteratura latina una delle due materie più pesanti del mio corso. Vi dico solo che ho 2000 versi da analizzare, tradurre, ma cosa da me più largamente temuta leggerli in metrica!!!

Per questo motivo non ho avuto modo di recensire nessun film, perchè non ho visto nessun film.

Però oggi possiamo parlare di come studiare ci cambi la giornata e un po’ la vita.

Lo studio si sa è fondamentale per la vita, perchè più sai più in teoria dovresti evitare di essere preso in giro dal primo Azzeccagarbugli che trovi.Immagine

Analizzando la vita di un uomo qualunque si inizia a studiare già a 5 anni, gli asili ormai sono molto più “professionali”, poi fai le elementari e costruisci le basi, le medie e lì costruisci il carattere e le superiori che sono la tua prima vera e propria scelta. 

Arrivato al diploma c’è chi continua (tipo me) e c’è chi si immette (o cerca) nel mondo del lavoro.

Essendo che non appartengo a questa categoria non so cosa voglia dire a 18 anni lavorare, ma so solo cosa vuol dire andare all’università, ma la domanda che mi preme è cosa si fa quando si finisce di studiare?

Io non me lo immagino minimamente, per me avere un libro tra le mani è una condizione normale, l’unica soluzione possibile ogni giorno della mia vita da 16 anni lo trascorro leggendo e studiando e dopo che farò, come sarà? 

Penso al prossimo anno quando si spera mi laureerò e dovrò aspettare le iscrizioni alla magistrale, io credo proprio che uscirò fuori di testa. Sono in fissa con lo studio? Si e anche tanto (ho una vita semisociale comunque).

Se avete idee, suggerimenti o esperienze di post laurea o post diploma raccontatemelo per favore :). 

Io vi abbraccio.

Caterina

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17 pensieri riguardo “Studiare, studiare, studiare

  1. Pensare a “quello che verrà dopo” è a dir poco ansiogeno.. giusto, per carità, ma rischia di farti vivere male anche il presente. Dopo un anno sprecato a inseguire l’ormai banale e consueto sogno di studiare medicina, tra i corsi della facoltà di chimica e gli alphatest, ho finalmente capito che in realtà quello che voglio fare non ha nulla a che vedere con l’ambito scientifico. Sono sempre stata affascinata da un lato da questo mondo e dall’altro da quello letterario, ma avevo sempre allontanato l’idea non scegliere il primo come percorso di studi e di vita. Poi all’improvviso mi sono illuminata grazie ad una frase di una mia amica: “ci sono diversi modi di salvare una persona: fisicamente con la medicina e spiritualmente con le parole”. E mi sento di dire di aver fatto un grande passo! Con i tempi che corrono, in cui tutto è in continuo mutamento, come sapere che tipo di vita condurremo un domani? Penso che sentire a quale mondo si appartiene sia già notevole, poi è bene lasciare che le cose seguano il loro corso, il futuro è talmente imprevedibile.. Solo cerchiamo di non rifiutare nulla, di farci strada tra la gente, di accumulare più esperienze possibili e di dimostrare a testa alta quanto valiamo. Un bacio, Giorgia

    1. Lo dici a una delle poche folli (siamo 30 a Catania) che si è iscritta a Lettere Classiche XD. Però hai azzeccato la parola giusta ansiosa, è vero lo sono vedo sempre troppo oltre il presente. Per quello che invece mi sento di consigliarti è che Medicina è una facoltà bellissima, ma forse troppo mitizzata. Quindi seguire la propria indole è molto meglio che seguire la facoltà considerata “perfetta”.
      In bocca al lupo Giorgia a presto Caterina.

    2. Sante parole. E’ il ragionamento che ho fatto io quando ho capito che la scelta del liceo scientifico era stata per me sbagliata. Ora sono felicemente laureato in Lettere (moderne). Capisco però anche Caterina, perché Letteratura latina è stato un grosso ostacolo anche per me

  2. Se ti piace tanto studiare potresti pensare a non smettere: la carriera accademica è fighissima 🙂
    È difficile, pesante, guadagni poco (anzi, guadagni?) ma oggi quale settore non lo è?
    Prova, di contro, a pensare a come sarebbe un dottorato di ricerca. Università ogni giorno, ricerche, studi, tesi, viaggi. Tutto all’insegna dell’approfondimento e del costruirti un tuo personale piano di ricerca. Stimolante è dir poco.

    E quando finirai il dottorato? Se riesci a mettere le basi di un rapporto continuativo con un’università straniera (cosa assai frequente per i dottorandi) puoi pensare di continuare all’estero (consiglio fortemente!), dove non è semplice ma nemmeno così difficile come in Italia (a meno che tu non sia nell’ala protettrice di un prof).

  3. Io dopo il diploma ho iniziato a lavorare (anche se, in realtà, ho iniziato già intorno ai 15 anni, ma solo nel periodo estivo) e contemporaneamente mi sono iscritto all’università che però ho abbandonato perché… boh, mi piace lavorare!
    Eppure, a distanza di tanti anni e con una carriera lavorativa ormai stabile, ho deciso di iscrivermi nuovamente all’università e ricominciare a studiare! 🙂

  4. La tua riflessione è proprio bella…
    Io sono vecchietto… mi sono laureato nel 2004 e la gioia durò poco. A me studiare piaceva (PIACE ANCORA) ed ero bravo a farlo (diciamo che mi mancava un pelo per essere un secchione eheheh). Essere catapultato nel mondo del lavoro fu un trauma difficile da digerire. Ci mesi più di un anno, finchè non trovai un lavoro decente che allora adoravo e che invece adesso mi fa solo vomitare…. ma questa è un’altra storia.
    Cmq vedrai che ci sono cose belle anche dopo la laurea, tutto sta ad avere sempre il giusto spirito e non lasciarsi abbattere delle inevitabili difficoltà.

    PS: adoravo letteratura latina… adoravo Lucrezio ma Seneca e Tito Livio sono i pilastri cui mi appoggiavo. Buono studio!!!!!

    1. E’ un po’ la mia paura 😦 spero di trovarlo il giusto spirito!!
      Anche a me il Latino piace grammatica, tradurre, ma la lettura mnemonica si può dire in metrica no !! Il mio più grande cruccio!!

      1. ahhhhhh adoro la metrica latina e greca…

        “Tytire tu patulae recubans sub tegmine fagi”

        ci passavo ore intere a leggere Virglio e Lucrezio in metrica…

      2. quasi quasi ti chiedere aiuto per gli anapesti e i trimetri di Seneca (con l’esametro me la cavo, ma come fai a leggere io lo scandisco il piede scandito ma poi come lo ricordo??)

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