Venuto al mondo – doppia recensione libro e film

Con Venuto al mondo inauguro una nuova rubrica, saltuaria, di confronto letterario e cinematografico e ritorno un po’ alle origini di questo blog. venuto-al-mondo-libro-1

Per chi non avesse presente il film o il libro lo invito a provvedere, specialmente se si è in un’età abbastanza matura da poterne comprendere tutte le sfumature, per chi non avesse bene in mente la trama cerco di fare un piccolo riassunto.

La storia vede protagonista Gemma e si svolge su due piani temporali , il presente e gli anni in cui Gemma si reca a Sarajevo per una ricerca universitaria. Qui viene guidata da un giovane del luogo che  conosce l’italiano, poichè si reca una volta al mese a Trieste per acquistare yoyo che rivende a Sarajevo, di nome Gojko. Il giovane si invaghisce della ragazza, ma il suo corteggiamento non va a buon fine anche perchè la ragazza ha un colpo di fulmine per Diego amico di Gojko di professione fotografo, tra i due la storia decolla nonostante le difficoltà di partenza, lei sta per sposarsi e lui è più giovane di lei ed  è una sorta di figlio dei fiori. La storia in seguito avrà come nodo centrale la ricerca della coppia e soprattutto di Gemma di avere un figlio.

Rinfrescata un po’ la trama analizziamo i punti salienti del libro e il modo in cui sono stati trasportati nella rappresentazione cinematografica e perchè il libro eccelle mentre il film lascia molto a desiderare.

Partiamo dal cast che compone il film: venuto al mondo film castellitto cruz

Per la parte della protagonista Castellitto interprete e regista, nonché marito della scrittrice del romanzo, ha scritturato Penelope Cruz, che interpreta il ruolo in maniera egregia, penso proprio che non avrebbero potuto scegliere personaggio migliore.

Il problema della protagonista lo ritrovo nella trama del film che differisce troppo dalla Gemma del libro; la Gemma letteraria  è insicura e piena di dubbi e si rivede molto nel personaggio della madre che nel film viene soppressa. Si sposa per dovere e cerca di resistere alla passione che prova per Diego, prima lo bacia e poi decide di partire, ma il destino la rimanda tra le braccia di Diego e con lui fa l’amore nel film tutto questo si perde, il pathos viene meno, la loro storia non trova senso se no nella passione. La Gemma che vuole un figlio e lo desidera a tutti i costi però è simile sia nel libro che nel film, il desiderio di maternità è il leit motiv, in questo caso in entrambi i veicoli ( letterario e cinematografico) è la volontà di essere madre che spinge tutto e mette in moto l’azione e la Cruz sa rendere questo sentimento, la mia immaginazione aveva dato le stesse forme che lei da al personaggio.

Diego è il personaggio alleato e nemico della protagonista, la sua causa di felicità e sofferenza. La scelta cinematografica non mi ha colpito particolarmente, si crea nel film un Diego figlio dei fiori, quasi folletto e perde invece quella caratteristica che io ho avvertito leggendo il libro, ovvero quella di un ragazzo sostanzialmente immaturo, incapace di farsi carico di grandi responsabilità, un eterno Peter Pan oserei dire. Tutta questa fanciullezza nel film si perde, è molto carnale, folle, istintivo il Diego cinematografico è quasi l’ombra di quello che avevo immaginato del Diego letterario ed è una delle maggiori cause che rendono per me il libro di gran lunga superiore al film, anche perchè non mi è chiara questa volontà di modificarne la nazionalità, infatti il Diego del libro è genovese e quindi legato alla cultura italiana , mentre il Diego del film è americano e questo sembra quasi un giustificarne certi atteggiamenti eccentrici.

Nella storia dei due una delle scene che viene soppressa (comprendo tale necessità), ma che io avrei inserito, è il momento in cui i due si rincontrano al battesimo di Sebina sorella di Gojko, penso che sia una delle scene più belle del libro tra i due e avrei sacrificato volentieri la scena di sesso a Roma per vedere la scena di amore intenso a Sarajevo.

Un personaggio invece che ho apprezzato di più nel film rispetto al libro è senza dubbio Gojko che devo dire viene ben caratterizzato in entrambi i veicoli e che trova veramente un senso nello sviluppo della storia, paradossalmente è il vero aiutante di Gemma, forse è anche colui che non smetterà mai di amarla. Mi è piaciuto molto questo personaggio, poeta burbero che ama la sua terra a partire dalla sua lingua, sicuramente è il personaggio che si guadagna la mia simpatia perfino quando porta Gemma al cospetto di Aska.

Si perchè abbiamo parlato del desiderio di maternità di Gemma, ma non abbiamo ancora visto come la sua totale sterilità le impedisca non solo di avere figli naturalmente, ma anche con l’inseminazione assistita e quindi l’immenso amore che prova per Diego la spinge ad esortarlo ad avere un rapporto con Aska e da questa poi prendere il bimbo per crescerlo come suo, in pratica una madre surrogata. La vicenda va in realtà così, infatti Pietro non è suo figlio, ma di Aska e del frutto del rapporto di quella notte.

Su questo episodio abbiamo il vero turning point della storia che porta la gloria al libro e non si esprime a pieno nel film. Diego e Aska non hanno mai consumato il rapporto d’amore, perchè lo scoppio della guerra porta l’albergo dove i due si trovano ad essere invaso da soldati che violentano la donna, mentre Diego si nasconde dentro uno stanzino e quindi Pietro è frutto di una violenza.

Qui libro e film si separano, qui la maestria letteraria supera di gran lunga la resa cinematografica, il rendere la disperazione di Diego per il non aver agito, per essere rimasto nello stanzino protagonista muto e insieme carnefice di Aska e questa sofferenza, questo senso di colpa che piano piano lo lacera e lo spinge a trovare riparo nell’eroina, qui abbiamo la sottile differenza e la gloria letteraria, le emozioni che il protagonista che si divide tra lato oscuro e luce nel libro ci da e che nel film neanche lontanamente si avvicina a farci sentire.

Vi invito quindi a leggere il libro e poi magari guardare il film, ma in questo caso ( come spesso accade) Margaret Mazzantini , quindi la scrittrice, batte il marito Sergio Castellitto ovvero il registra, almeno era una partita che si giocava tutta in casa.

Fatemi sapere la vostra, vi abbraccio Caterina.

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