Si può ritornare a sperare

Oggi voglio condividere con voi questo articolo nella speranza che possa essere utile o solamente serva a darvi un nuovo punto di vista.

Io con il cibo non ho mai avuto un buon rapporto, in pratica sono in dieta da quando ero piccola e non intendo adolescente, ma dall’età di 6 anni. Quando ero piccola infatti avevo il colesterolo molto alto  oltre ad essere obesa ( non esagererò mai in questo articolo, perché so cosa vuol dire avere disturbi alimentari, quindi quando dico obesa è perché il peso di quando avevo soli 6 anni è uguale a quello che avevo a 16 solo che i centimetri in altezza e la conformità fisica erano diversi).

Per sei anni sono stata in dieta rigorosa, le merendine per me non esistevano, olio sale ecc in pochissime quantità; facevo eccezione solo quando il mio compagnetto di classe scambiava la sua merenda, un bel cornetto al cioccolato, con il mio pacchetto di cracker. A 12 avevo un peso nella norma e con lo sviluppo ho anche abbattuto il mostro del colesterolo.

Sembrava che potessi ritornare a mangiare come tutti le schifezze, ogni tanto, ma poter mangiare senza problemi. Invece il mio metabolismo ha sempre presentato il conto e nei tre anni delle scuole medie sono ingrassata moltissimo , non mi piacevo mi vedevo mostruosa.

Arrivata al primo anno di liceo il ragazzo che mi piaceva mi prendeva in giro per il mio aspetto e io non riconoscevo più chi fossi ero un involucro di tutta l’ansia che mi ha sempre contraddistinto, avevo bisogno di rinascere. Il destino volle che mia madre dovesse mettersi a dieta e io decisi di aggregarmi a lei da 14 a 16 cambiai letteralmente ero una taglia 42-44 stavo benissimo come stessa o almeno avrei dovuto.

La dieta per me era diventata una malattia se le persone volevano collezionare oggetti io volevo collezionare le ore senza toccare cibo, avevo perso 20 e più chili e volevo perdere sempre di più, ma il mio corpo non reggeva. Rimanevo tutti i pomeriggi a scuola e non mangiavo quasi a pranzo tornavo a casa stanca mi mettevo sui libri e finivo in un sonno profondo ancora prima di cena. A scuola mi sentivo così debole che avevo spesso delle crisi e svenivo ero troppo debole e dopo due anni di dieta avevo bisogno di riprendere un regime alimentare equilibrato, ma mangiare per me significa ingrassare e quindi già alla fine del quinto superiore iniziò di nuovo la scalata verso la ripresa dei chili.

Questa volta era diverso, perché chi ha provato la sofferenza dell’essere presa in giro per l’aspetto non vuole rinunciare a quello che ha conquistato e quindi non riuscendo più ad astenermi ho ricominciato a mangiare e a vomitare, provavo piacere nel vomitare molto di più che nel mangiare, anzi mangiavo in funzione dell’andare a vomitare a volte mi ingozzavo di patatine senza sentirne il sapore solo per poterle espellere e bevevo acqua a litri perché favoriva il senso di vomito. Ho continuato così per un po’ di mesi poi mi madre se ne accolse e decisi di smettere.

Però con l’arrivo dell’esame di maturità e la mia perenne ansia nel non voler deludere nessuno mi provocava  uno stress emotivo tale che trovavo consolazione solamente nel cibo, incomincia a ingozzarmi di nutella e la cosa più strana è che a me la nutella non piace ( sarò l’unico essere sulla faccia della terra, ma è così). Inutile dirvi quando sono ingrassata e quanto ho continuato nel corso dei primi mesi dell’università. Poi ho deciso di mettermi a regime nuovamente, ma non sono riuscita a fare miracoli. Ho perso pochi chili e mangiavo molto poco. Mi sentivo frustrata nessuno poteva capire quanto per me fosse difficile rinunciare ad un biscotto e quanto allo stesso tempo provassi un senso di colpa nel mangiarlo. Inevitabilmente sono tornata alle vecchie abitudini, questa volta vivendo da sola riuscivo a sfuggire al controllo dei miei genitori. Mangiare e vomitare, mangiare per vomitare è durato per mesi e giustificavo l’accaduto con la scusa degli esami, con lo stress, mi inventavo finti mal di stomaco, dicevo di andare dal dottore, ma sapevo benissimo quello che stava succedendo e non andavo.

Un giorno però mentre per l’ennesima volta mi trovavo nel bagno a godere dell’aver vomitato ho provato la sensazione di perdere il respiro, mi sono sentita morire, ho avuto una paura immensa e non sono più riuscita nei giorni successivi a stimolarmi il vomito.

Non so che sia successo, non lo so se qualcuno più grande di me mi abbia protetto dal cadere nel baratro da cui non si riesce ad uscire, io però sono guarita.

Non uso a caso il termine guarita, perché ero realmente malata e fino a quel momento non mi ero resa conto che c’era qualcosa che non andava, mi dicevo a 21 anni non si ci ammala di bulimia quello succede alle adolescenti. Io non  lo so se la mia fosse un serio problema di bulimia o solo una debolezza momentanea, ma so per certo che non era giusto. Ingannare il tuo corpo, ingannare la famiglia e gli amici, ingannare te stessa non è mai una cosa positiva.

Ora mi sento meglio, molto meglio sono 6 mesi che non vomito più, mi sono iscritta in palestra, quando ho voglia mi concedo qualche dolciume e non mi sento più in colpa non sono una taglia 44 come un tempo ho una bella 48, sto cercando di mantenermi in forma perché mi fa sentire a contatto con chi sono io. Una persona meravigliosa anche con qualche curva in più, mi sono tinta i capelli per segnare questo cambiamento, sarà una cosa stupida, ma mi ha dato forza.

Ogni giorno ringrazio per essere viva e in salute, so che come me ci sono molte ragazze che hanno problemi con il cibo e anche ben più gravi di quelli che ho avuto io, a queste ragazze auguro di accorgersi dell’errore che  stanno facendo, di comprendere che nessun ragazzo o nessun problema in famiglia o nessuna ambizione di bellezza valgono quanto vale la loro vita. So che non è facile svegliarsi da questo incubo specialmente quando tutto quello che è attorno a voi sembra essere solo buio, ma fidatevi non lo è. Tante persone soffrono come voi, il mondo è sofferenza, ma dentro di noi, tutti, abbiamo una forza che non crediamo di avere ma c’è fatela uscire fuori e quando ci accorgiamo che esiste, il mondo si colora e la vita sorride, lo fa per davvero.

Vi abbraccio.

Un anonima ragazza che è cambiata.

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2 pensieri riguardo “Si può ritornare a sperare

  1. bisognerebbe fare un archivio con tutte queste storie, le storie della gente che è riuscita ad uscirne e che può spiegare i pro e i contro della malattia. perché io, pur essendo a conoscenza di ogni contro, a volte faccio difficoltà ad ignorare i pro, e chi cerca di aiutarmi non riesce nemmeno a rendersi conto che ci sono dei pro. ma ci sono, quello è il problema, quello è il motivo per cui a mio parere si fa così tanta difficoltà a guarire. complimenti per la tua storia, buona fortuna per tutto.

    1. Guarda da ragazzina ho letto un libro che parlava di questi problemi, ma per quanto sapere aiuta solo nel momento in cui capisci che vali anche solo perchè semplicemente esisti riesci a superare tutte le difficoltà della vita e smetti di farti del male 🙂 comunque grazie per essere passata e aver lasciato un pezzo di te !!

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