Quell’esame fu un incubo.

Chi si iscrive all’università fa una scelta di vita ben definita o meglio si trova davanti un bivio. Studiare, studiare, studiare e laurearti in tempo oppure take in easy intanto mi iscrivo la data di laurea non è un problema. Qualunque sia lo spirito con cui si affronta il momento dell’esame è sempre quello che suscita maggiore ansia o preoccupazione ( badate bene io ho colleghi che sembra che stiano andando a fare una gita, cerco di attenermi alla maggioranza). Gli esami sono molto soggettivi e molto spesso anche se ti senti preparatissimo il risultato non è quello sperato, viceversa ( cosa che a me non capita quasi mai) non sei ferrato, ma la Fortuna ti assiste. Altre volte ci sono casi che sfidano la fortuna e lo studio come ad esempio il mio esame di GEOGRAFIA.

L’esame di Geografia è uno dei più temuti nella mia facoltà ( o distretto fate voi) perchè il professore soffre di sdoppiamento della personalità. C’è chi ha ripetuto l’esame 8 volte e ancora viene bocciato, il giorno in cui sono andata a vedere esami una ragazza ripeteva lo stesso esame per la nona volta ed essendo l’ultima materia supplicava per poter avere un 18. Per me è stato diverso ( io l’ho passato subito !!! deus gratia), ma il professore il giorno dell’appello si è rifiutato di farmi l’esame, perchè diceva che non era di sua competenza. Voi capite una notte insonne tre mesi su  libro di geografia astronomica e tu mi dici che non mi fai l’esame??? Ero fuori di me!! Io insieme agli altri ragazzi “rifiutati” siamo andati in presidenza a chiedere con chi dovessimo sostenere l’esame e la risposta è stata con il professore che vi ha rifiutato.

<< Ma questa è una candid camera ?? >>

Ritorniamo dal professore che nuovamente si rifiuta di farci esami e ci dice di ritornare dopo 5 giorni per sapere se cambiava idea. Noi protestiamo in presidenza, ma né il vicepreside né il preside lo convincono a farci esame quel giorno.

Quindi dopo 5 giorni torniamo e dalle 8 fino all’una nessuno si degna di considerarci. Lì in quel corridoio buttati per terra senza sapere cosa avremmo dovuto fare. Alla fine si riunisce un “concilio” e dopo urla di ogni tipo il professore decide di esaminarci.

Ora voi capite che già un professore che boccia perchè non sai che baobab vuol dire albero dai mille germogli è cattivello, vi immaginate dopo che l’avete esasperato per fare l’esame (tuo diritto):

-“La prego, la supplico mi faccia fare l’esame”.

– ” No !”

Non ero mai stata così spaventata, ma ero sicura di aver studiato e che un’avventura così non poteva avere un finale tragico. Quindi mi siedo e non sbaglio nulla !! Una macchinetta so tutte le domande fuori programma ( si per bocciare se le inventano tutte, ma io avevo visto gli esami degli altri XD), non sbaglio nulla.

Mi mette 24!! Non ho dubitato un istante sul dire accetto. Perchè non è il suo 24 che determina che io sappia la geografia, quindi che si tolga lo sfizio io mi sono tolta la GEOGRAFIA!!!

Il mio consiglio infatti è di non focalizzarsi sulle singole materie, ma di fare tutto con grande amore, vedrete sarete premiati.

Non so se nelle vostre facoltà capitano cose assurde nella mia molte e raggiungono un umorismo “pirandelliano”

Fatemi sapere io sono sempre curiosa :D.

Kiss Caterina.

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2 pensieri riguardo “Quell’esame fu un incubo.

  1. cara piccola…mi hai ricordato un mio esame in facoltà (Architettura) tanti, tantissimi anni fa…praticamente preistoria!
    Un “terribile” prof Bonelli, (storia dell’architettura) che esaminava tre, quattro studenti a sessione, quando professori come Portoghesi e …(boh, non ricordo gli altri nomi…te l’ho setto, è preistoria!) ne interrogavano cento o più…
    e lui bocciava tutti. Terribile come un Cerbero, esordiva con “di cose mi vuole parlare, caro ragazzo/a? e, alla risposta “Di Giotto” rispondeva “Bene… e continuava “Credette Cimabue della pintura tener lo campo, ma ora ha Giotto il grido… Continui, prego” e, alla faccia attonita del malcapitato concludeva “Lei non sa niente di Giotto, mio caro…può andare!” e così via…
    e poi “Mi disegni lo spaccato assonometrico della cattedraledi Burges!” concludendo poi, immancabilmente allo shoc dello studente, il solito, tristo “Può andare, caro! un architetto deve saper disegnare!”

    E seccato pure quello.
    Io mi sono presentata con il “matitone ” in mano…e alla sua domanda”Che ci fa con quello?” io “Un buon architetto deve saper disegnare!”
    Poi, domande e domande… e disegni, volte a crocera, spaccati assonometrici, schemi, piante e schizzi…e parole, parole, parole…

    Mi fa “Ma lei, signorina, è stata mai a vedere quelle cattedrali?” tutte oltralpe. Era storia dell’architettura dal Carolingio all’Ottoniano…
    e io, “No, professore. mai viste” e lui…
    “se vuole ce la porto io!”

    ora, io non so se per la mia preparazione impeccabile(avevo studiato sei mesi come una pazza!) o per la vistosa scollatura che esibiva un bello spettacolo…
    ma mi ha dato 30 e lode!
    dicendo che era il primo che metteva!

    beh…so’ belle soddisfazioni, no?

    Bisogna conoscere i professori. Seguire gli esami…Studiare e “stidiarli” e poi…chi ci ferma?

    E scusa lo sfoghino..ma è un ricordo troppo bello!

    Ciao, baby e…in bocca al lupo, ovviamente!
    😉

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