The Carrie diaries season 1 – Ricapitolando

Sarebbe impensabile per me poter recensire tutti gli episodi singolarmente di questa serie, ergo ecco per il mio blog un piccolo riassumendo e cosa aspettarci.

Premetto che ho recuperato in toto l’intera serie in due giorni. Se vi state immaginando una ragazza sdraiata nel letto con gli occhi gonfi, le palpebre che si chiudono e i capelli arruffati, ma che nonostante tu è immersa nella serie e guarda puntata dopo puntata beh ci avete preso in pieno.

Il mio analista non è molto fiero di me e della mia dipendenza da show.

Non ho iniziato a seguire la serie, perchè io ho un rito scaramantico non guardo mai la prima stagione in contemporanea, perchè se poi la cancellano 13 puntate non mi bastano per godere a pieno della storia e quindi non inizio neanche. Sarà un rito stupido, ma comunque ha portato bene perchè la nostra Carrie degli anni ’80 ci farà compagnia anche il prossimo anno in una collocazione diversa rispetto al lunedì di questa stagione, infatti si dovrà aspettare fino a venerdì per vedere lo show.

Non metterei sicuramente “The Carrie diaries” nella mia top 10 degli “Best shows  of ever”, ma sicuramente, essendo lo show sostituto di GG, l’ho gradito maggiormente rispetto all’ultima season del suo predecessore, ma questa è un’altra storia che racconterò forse un giorno.

Partiamo dalla protagonista che è un’icona di stile vero e proprio e anche se lo show è ambientato indietro di circa 30 anni devo dire che ci sono certi outfit che indosserei anche io nel 2013.  Carrie è un personaggio che molti definirebbero adorabile è un’ottima amica, una brava figlia e inoltre ha appena perso la madre. Il suo personaggio nel corso della stagione compie un percorso evolutivo dal punto di vista sentimentale e dal punto di vista caratteriale. Da questo punto di vista lo show pecca un pò, perchè in ogni show due sono i rischi che si corrono in primis è quello di condurre una storline troppo in là provocando una perdita d’interesse la seconda è quella di dare subito allo spettatore quello che desidera facendo perdere quella buona dose di suspense, ma poste le basi che il leitmotiv non è la storia d’amore tra Sebastian e Carrie, ma la perdita della verginità e la sua affermazione come giornalista si può dare qualche buon credenziale a questa stagione .

La storia con Sebastian è un’altalena sentimentale insieme, separati e poi insieme e poi separati forse però abbastanza realistica essendo una ragazza di soli 16 anni (nel corso della serie ne compie 17).Il primo bacio tra i due nel flashback è stato molto carino e la dichiarazione d’amore, la seconda è stata molto dolce solo come la dichiarazione di un primo amore può essere, perchè la nostra Carrie ha donato al bel Sebastian il primo TI AMO della sua vita, che anche se viviamo in un’epoca dove i sentimenti sono più labili, per un’eterna romantica come me non è roba da poco.

La cosa che mi ha colpito è stata la scelta di un cast molto giovane in effetti ormai abbiamo acquistato un pò dimestichezza   ad associare  età molto giovani a volti già maturi ( vedi Stefan con Paul Wesley che ha 30 anni o Spencer con Troian Bellisario che ne ha 26).

La storia del ragazzo gay in cerca di se stesso ormai sembra superata in effetti nel 2013 per quanto ancora l’omofobia sia una piaga a NY è ormai abbastanza superata  ( si suppone), ma se si fa riferimento alla reale dimensione temporale è un argomento molto scottante. Per gli anni ’80 accettare in una famiglia cattolica che il proprio figlio fosse gay era meno facile che accettare che il proprio figlio fosse un assassino,  quindi si dimostra un percorso interessante da affrontare e spero che sarà trattato in modo completo la prossima stagione visto che in questa prima stagione dimezzata, rispetto alle canoniche 22 puntate che normalmente la CW offre agli show , si ci è soffermati alla prima tappa che è quella di comprendere di essere gay.

Perplessa mi lascia la situazione ” razzismo” le leggi razziali sono state abbolite negli anni ’60, ma nessun tipo di pregiudizio era più presente nella cultura degli anni ’80? Ne dubito Michael Jackson si è operato per cambiare il colore di pelle e per quanto questa possa essere una follia legata alla singola persona, ovviamente non si doveva sentire del tutto accettato nella società. Magari conosco poco io la storia americana di quel periodo e comunque vi era già grande tolleranza, cosa che è sempre e solo molto auspicabile in ogni tempo e per ogni generazione.

Il personaggio però che conquista tutta la mia stima è la sorellina Dorrit, la ribelle di casa che alla fine si sente sempre abbandonata, che trova l’amore e che non ha paura di viverlo. Dorrit è l’alter ego di Carrie e il suo ruolo in questa stagione a mio avviso è stato molto determinante, perchè riporta tutto alla dimensione che nel mondo non tutto è perfett(o su tutti gli esempi mi viene in mente quando Carrie vuole riprodurre una cena perfetta per il Ringraziamento pensando che per sua madre fosse così e chi rivela che invece anche la mamma non era perfetta e odia preparare quella grande cena è proprio Dorrit).  La sua ironia e il modo crudo in cui dice le cose mi hanno conquistata. Nella prossima stagione mi piacerebbe spiccasse il volo non essendo più solo la sorella di Carrie, ma affrontando lei dei problemi senza essere l’altra visione l’altra metà del mondo, credo comunque dato gli ultimi episodi che le basi ci siano.

La storline del padre in realtà è quella che mi interessa un pò meno, forse perchè ho l’impressione che sia la per mascherare il ruolo di teen drama che lo show ha e seppur la CW sta dando un volto molto più maturo alla rete a volte è bene avere un ancora all’interno della programmazione che ci ricordi le origini.

La serie è indubbiamente ricca di potenziale e dovendo toccare in un breve articolo tutta la stagione è facile perdere le redini, quindi cari lettori perdonatemi se non sono riuscita a focalizzarmi su tutti i personaggi, recupererò certamente nella prossima stagione.

Per quanto riguarda “The Carrie diaries” Adwords :

Best outfit of the season: Carrie durante la 3×12 per la festa di Madonna.

Best kiss of the season: Walth and Bennet.

Best song: Material girl.

Questa è la mia visione, ma non vedo l’ora di sapere la tua, quindi lascia un commento o twittami.

Kiss from Cate

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